La storia del filetto alla Voronoff

Il punto di forza del nostro ristorante, lo sapete, è la carne.

Fin dal primo giorno abbiamo deciso di attuare una scelta unica nel panorama milanese, scegliendo carne con la frollatura di un mese. Lavoriamo esclusivamente la lombata di manzo, presentandola con tre diversi tagli: fiorentine, costate e filetti.

Questi ultimi vengono proposti in vari modi, tra cui quello alla Voronoff. Dietro a questa ricetta si nasconde una storia originale e sicuramente molto curiosa. Sembra infatti che questo filetto di manzo sfumato al cognac venne pensato per la prima volta dal famoso medico Serge Voronoff, vissuto tra il 1866 e il 1955. La sua ambizione era molto particolare: voleva trovare un elisir di lunga vita per la popolazione maschile. Proprio nel cucinato in questo modo si sarebbe avuto un effetto ringiovanente ed energizzante sugli uomini maturi.

Di origine russa ma con un ampio trascorso francese, questo medico condusse i suoi esperimenti e le operazioni Villa Voronoff, a Grimaldi, una frazione di Ventimiglia al confine con la Francia. Si tratta sicuramente di una figura che nel secolo precedente ha goduto di una forte fama internazionale, con una diffusione davvero ampia in un periodo, quello di inizio ‘900, dove mancavano i forti canali di diffusione di cui possiamo usufruire oggi. Molte persone provenienti da tutto il mondo, soprattutto chi aveva un importante patrimonio, videro in lui una figura quasi sacra su cui investire per trovare un rimedio all’invecchiamento.
Una delle varie vie, non certo importante come quella degli interventi e asportazioni di organi, fu quella del cibo: ed ecco quindi prendere vita quello che oggi è conosciuto come il filetto alla Voronoff. Particolarità di questo tipo di ricetta sono il cognac, la senape e la salsa worchester che ricoprono la carne che una volta salata viene passata in un tegame contenente la panna liquida.